
Hai cambiato gli infissi e adesso c’è condensa
È la cosa che ci sentiamo dire più spesso. Una casa con infissi nuovi e cappotto non respira più da sola come faceva prima: l’umidità che producete — cucinando, lavandovi, respirando — resta dentro. Si vede sui vetri la mattina, negli angoli delle stanze esposte a nord, dietro gli armadi.
Aprire le finestre funziona, ma d’inverno vuol dire buttare fuori il calore che hai pagato, e nessuno lo fa cinque volte al giorno.
La ventilazione meccanica controllata fa lo stesso lavoro in continuo: butta fuori l’aria viziata e umida e porta dentro aria nuova filtrata, trattenendo il calore di quella che esce.
Due strade, e dipende da dove parti
Impianto centralizzato. Una macchina serve tutta la casa, con canalizzazioni che portano l’aria nuova nelle camere e nel soggiorno e la riprendono da bagni e cucina. È la soluzione migliore quando c’è da rifare l’impianto o si lavora su una casa in ristrutturazione, perché i canali vanno dentro un controsoffitto o un ribassamento.
Unità singole, stanza per stanza. Una macchina per locale, un foro nel muro, nessuna canalizzazione. È la strada per una casa già abitata, dove non si possono fare opere: si montano nelle stanze che contano — le camere e il soggiorno — in una giornata.
Facciamo entrambe. Quale conviene lo dice il sopralluogo, non il catalogo.
Il recupero di calore
È la parte che la rende sensata d’inverno. Lo scambiatore mette a contatto l’aria che esce e quella che entra senza mescolarle: l’aria nuova arriva in casa già tiepida, scaldata da quella che state buttando via.
La macchina decide da sola quanto tirare
Una VMC a velocità fissa fa sempre lo stesso lavoro, anche quando non serve: consuma e fa rumore per niente.
Con le sonde a bordo la velocità segue quello che succede in casa:
CO2 — quando in una stanza ci sono più persone l’aria si consuma più in fretta. La sonda lo misura e la ventilazione sale; quando la stanza si svuota torna al minimo.
Umidità — dopo una doccia o mentre si cucina la macchina accelera finché l’umidità non è rientrata, e poi scende.
Di notte, in camera, lavora al minimo: l’aria si rinnova e non si sente.
Si comanda dalla stessa app di tutto il resto
Se c’è l’impianto domotico, la ventilazione sta nella stessa applicazione del clima e delle tapparelle, con gli stessi scenari: velocità giù quando uscite, su quando rientrate, e la lettura di CO2 e umidità stanza per stanza accanto a quella delle temperature. Vedi la pagina domotica Loxone.
Perché sta bene con la pompa di calore
Una casa ventilata bene ha un vantaggio concreto su un impianto a pompa di calore: l’aria resta asciutta, e un’aria asciutta si percepisce più calda a parità di gradi. Vuol dire che si può tenere la mandata più bassa — ed è esattamente alla temperatura più bassa che una pompa di calore rende di più.
Cosa guardiamo in sopralluogo
Quante stanze e quante persone ci vivono.
Se c’è un controsoffitto o la possibilità di farlo, e che altezze ci sono.
Dove si possono prendere e scaricare l’aria sulla facciata.
Dove si è già formata condensa o muffa, che dice molto più di qualsiasi calcolo.
Se c’è già un impianto domotico o si farà.
Chi siamo
Siamo un’impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008 per le lettere A–G, con tecnici con patentino F-GAS. Lavoriamo a Torino e nella città metropolitana. Sopralluogo gratuito e preventivo scritto.
